Credito d'imposta per incubatori e acceleratori certificati: 8% sugli investimenti in startup innovative
Il credito d'imposta per incubatori e acceleratori certificati è la misura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, gestita da Invitalia, che premia i soggetti professionali del venture italiano che investono nel capitale di rischio delle startup innovative. La struttura è semplice e chirurgica: 8% di credito d'imposta sugli investimenti, fino a 500.000 euro per periodo d'imposta a partire dal 2025, con vincolo di mantenimento dell'investimento di almeno tre anni. La dotazione è di 1,8 milioni di euro all'anno — quindi assorbe in pieno una platea relativamente ristretta di incubatori e acceleratori certificati. Le domande si presentano via PEC dalle 10:00 del 30 marzo 2026 fino a esaurimento risorse: una corsa contro il tempo.
Chi può accedere
Possono accedere esclusivamente gli incubatori e acceleratori certificati. La 'certificazione' qui è una qualifica specifica regolata dalla normativa italiana sulle startup innovative: richiede iscrizione attiva nella sezione speciale del registro delle imprese dedicata, oltre al rispetto di requisiti puntuali su strutture, servizi offerti, esperienza del management. Non basta dichiararsi 'incubatore' o 'acceleratore': la certificazione è un atto formale documentabile. Ulteriori condizioni soggettive: il soggetto richiedente non deve essere sottoposto a procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria) e non deve aver ricevuto sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001. Iscrizione attiva e regolare nel registro delle imprese, regolarità contributiva e fiscale sono prerequisiti standard. Il perimetro è quindi ristretto: la platea reale italiana di incubatori e acceleratori certificati è di poche centinaia di soggetti, il che giustifica la dotazione contenuta di 1,8 milioni annui.
Beneficiari ammissibili
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Cosa finanzia
Sono ammissibili tre forme di investimento, tutte orientate al capitale di rischio di startup innovative. La prima è l'investimento diretto: l'incubatore/acceleratore acquisisce direttamente partecipazioni nel capitale sociale di una startup innovativa iscritta nella sezione speciale del registro imprese. La seconda è l'investimento tramite OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio): si tratta di fondi venture capital o private equity che investono prevalentemente in startup innovative. La quota di partecipazione dell'incubatore in tali OICR è ammissibile. La terza è l'investimento tramite società che investano prevalentemente in startup innovative: una struttura a doppio livello in cui il capitale dell'incubatore raggiunge la startup attraverso un veicolo intermedio. Il credito d'imposta è pari all'8% dell'investimento ammissibile, calcolato su un massimale di 500.000 euro per periodo d'imposta — quindi credito massimo di 40.000 euro per anno fiscale per soggetto richiedente. Il credito è utilizzabile in compensazione tramite F24. L'investimento va mantenuto per almeno tre anni: dismissioni anticipate comportano la decadenza del beneficio e la restituzione del credito utilizzato.
Spese ammissibili
- Investimenti in capitale di startup innovative (forma diretta)
- Investimenti tramite OICR — Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio
- Investimenti tramite società che investono prevalentemente in startup innovative
Come fare domanda
La domanda si presenta esclusivamente via PEC (Posta Elettronica Certificata). Non è prevista una piattaforma online dedicata: l'invio avviene tramite l'indirizzo PEC indicato dall'amministrazione, con allegata la documentazione attestante l'investimento, la certificazione di incubatore/acceleratore, la regolarità soggettiva e l'impegno al mantenimento. Lo sportello apre alle ore 10:00 del 30 marzo 2026 e chiude all'esaurimento della dotazione annua di 1,8 milioni di euro. Le candidature vengono valutate in ordine cronologico di arrivo della PEC: data e ora di consegna sono determinanti. Considerata la dotazione modesta, è probabile che le risorse siano allocate molto rapidamente — possibilmente entro pochi giorni dall'apertura. Per gli operatori interessati è fondamentale avere documentazione completa e PEC pronta in invio puntuale all'apertura dello sportello. La documentazione tipicamente richiesta comprende: attestazione di iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese, dichiarazione di assenza di procedure concorsuali e sanzioni interdittive, descrizione dell'investimento (importo, soggetto target, modalità), impegno formale al mantenimento per tre anni.
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Domande frequenti
Quanto vale il credito d'imposta?
L'8% dell'investimento, calcolato su un massimale di 500.000 euro per periodo d'imposta. Credito massimo per anno fiscale: 40.000 euro per soggetto.
Chi può richiederlo?
Solo incubatori e acceleratori certificati, iscritti nella sezione speciale del registro delle imprese, non sottoposti a procedure concorsuali e privi di sanzioni interdittive. Non basta essere un fondo venture capital generico.
Per quanti anni devo tenere l'investimento?
Almeno tre anni dalla data dell'investimento. Dismissione anticipata = decadenza del beneficio e restituzione del credito già fruito.
Posso investire anche tramite un fondo VC?
Sì. L'investimento tramite OICR (fondi venture capital, private equity) che investono prevalentemente in startup innovative è ammissibile, così come l'investimento tramite società veicolo intermedie con la stessa caratteristica.
Quando posso presentare la domanda?
Dalle ore 10:00 del 30 marzo 2026, esclusivamente via PEC. Lo sportello chiude all'esaurimento della dotazione annua di 1,8 milioni di euro: considerata la dotazione modesta, è probabile che si chiuda rapidamente.
Da quale anno si applica?
Il credito si applica a investimenti effettuati a partire dal 2025.
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Ultimo aggiornamento: 2026-04-29. Le informazioni sono estratte automaticamente dal documento ufficiale e verificate da un secondo agente. In caso di discrepanze, fa fede il bando ufficiale.